COSA VEDERE A CIVITA, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

COSA VEDERE A CIVITA, UNO DEI BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA

Il borgo di Civita si erge silenzioso tra possenti pareti rocciose a strapiombo e le alte cime del Parco Nazionale del Pollino in Calabria. Le sue abitazioni sembrano cullate dolcemente dal suono del vento che spira tra i vicoli. 

La sua posizione permette una vista molto particolare. Dalle sottostanti e spettacolari Gole del Raganello l’occhio si perde sino alla Piana di Sibari, sul Mar Ionio

Panorama su Civita e le Gole del Raganello

Panorama su Civita e le Gole del Raganello

Civita è inclusa nel circuito dei Borghi più belli d’Italia ed è bandiera arancione del Touring Club.

LA STORIA DI CIVITA

Civita fu fondata intorno al 1476 da una comunità albanese scappata dalla propria terra a causa delle incursioni dei Turchi.

Con essa è arrivata sul territorio anche la cultura, la tradizione e la lingua di origine, dando vita a uno dei gruppi arbëresh più importanti dell’Italia meridionale. 

Civita, uno dei borghi più belli d'Italia

Civita, uno dei borghi più belli d’Italia

C’è un ampio dibattito sull’origine del nome Civita. Alcuni sostengono che derivi dal termine arbëresh çifti che vuol dire coppia. Questa etimologia sarebbe legata alla struttura urbanistica del borgo, suddiviso in due rioni ben precisi: Sant’Antonio e Magazzeno.

Altri, invece, fanno derivare il nome da qifti, cioè aquila da cui Nido d’Aquila. Questo appellativo è dovuto alla suggestiva posizione del borgo, abbarbicato su uno sperone di roccia a ridosso delle Gole del Raganello.

Altri, infine, pensano al latino Civitas per indicare un luogo sorto sulle rovine di un antico insediamento distrutto da un terremoto.

COSA VEDERE A CIVITA

Il centro storico di Civita è un susseguirsi di vicoli, angoli caratteristici e panorami

L’elemento prevalente è la pietra. Pareti, fontane e strade presentano lo stesso ordine e colore interrotto solo dalle tinte sgargianti dei fiori che abbelliscono le stradine del paese.

Vicoli di Civita

Vicoli di Civita

Ma quello che ha fatto veramente la differenza nel nostro soggiorno a Civita è stata l’enorme ospitalità delle persone del posto



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Siamo arrivati nella piazza principale quasi soli e siamo ripartiti in stile “Benvenuti al Sud”. La nostra macchina era circondata da molte persone conosciute lì e che ci hanno omaggiato con alimenti di ogni tipo, rigorosamente fatti in casa. 

Il ritorno ha visto il nostro stomaco appagato, ma soprattutto il cuore pieno di riconoscenza.

Cosa vedere a Civita: le Gole del Raganello

Le Gole del Raganello si trovano nella parte più selvaggia del Parco del Pollino. 

Gole del Rganello, Civita

Gole del Raganello, Civita

Il paesaggio è caratterizzato da enormi e vertiginose pareti rocciose, che attraversano il canyon per più di 3 chilometri e raggiungono un’altezza di quasi 900 metri. 

Le gole prendono il nome dalla presenza del torrente Raganello, il cui termine deriva dal greco ragas che significa “fenditura nella roccia”.

Lo storico Vincenzo Barone, invece, lo fa derivare dall’espressione dialettale ragàre – trascinatore – ad indicare le acque del torrente che tutto trascinano a valle. 

Altri semplicemente sostengono che il termine derivi dalla presenza di una piccola rana, chiamata raganella.

Dove osservare le Gole del Raganello

I posti migliori da cui ammirare le gole sono due:

dal belvedere di Civita. Qui le pareti rossastre di Timpa del Demanio sembrano svettare tra le tinte azzurre del cielo e, nello stesso tempo, cadere ripidissime nelle strettoie poco assolate del canyon. In lontananza lo scorrere incessante delle acque – a tratti limacciose – crea un effetto sonoro piacevole e rilassante.

Dal belvedere parte la Camminata del Diavolo, una suggestiva passeggiata che porta al più famoso Ponte del Diavolo e lungo le rive del torrente Raganello.

La Camminata del Diavolo

La Camminata del Diavolo

dal basso del torrente. È in questo punto che si comprende la forza di ogni singola goccia d’acqua sull’ambiente circostante. Le alte pareti rossastre del belvedere di Civita lasciano il posto a un ambiente più cupo e angusto, illuminato solo in alcuni tratti dai raggi del sole.

Se volete godere della bellezza del torrente Raganello e delle sue gole potete avvicinarvi alle sue rive, ma con molta cautela. L’avvicinamento è da evitare nei periodi di piena o nelle ore successive a un temporale.

Un’alternativa valida – più sicura e divertente – è quella di affidarsi a guide specializzate e percorrere le gole svolgendo attività di canyoning.

Cosa vedere a Civita: il Ponte del Diavolo

Sospeso sull’abisso del Raganello, il Ponte del Diavolo sfida da secoli la furia degli elementi

Ponte del Diavolo, Civita

Ponte del Diavolo, Civita

Fu costruito per assicurare un punto di connessione tra lo Ionio e la catena montuosa del Pollino. 

Il ponte, durante i secoli, subì molti interventi di ristrutturazione. Il più importante fu la completa ricostruzione prima nel XIX secolo e poi nel 2005. Ancora oggi sono visibili i punti di intervento.

La leggenda vuole che un proprietario terriero della zona avrebbe chiesto al Diavolo di costruire un ponte sul Raganello, vista la posizione scomoda e le enormi difficoltà per l’edificazione. Il Diavolo accettò, ma a una condizione: voleva in cambio l’anima della prima persona che lo avesse attraversato. Giunto a patti con il proprietario terriero, il Diavolo edificò il ponte in una notte tempestosa.

Il Ponte del Diavolo visto dalle sponde del Torrente Raganello

Il Ponte del Diavolo visto dalle sponde del Torrente Raganello

Terminati i lavori il Diavolo si appostò in attesa del primo malcapitato che attraversasse il ponte, ma l’uomo furbamente inviò una pecora. Il Diavolo – irritato da questo comportamento – iniziò a maledire l’uomo e cercò di distruggere invano il ponte. Alla fine tra le risa di scherno dell’uomo, il Diavolo precipitò nel torrente, lasciando dietro di sé una nuvola di fumo grigio.  

Cosa vedere a Civita: le case Kodra e i comignoli

Lungo gli stretti vicoli dei due rioni di Civita – Sant’Antonio e il Magazzeno – è possibile incontrare due curiose strutture appartenenti all’antica architettura urbana.

Stiamo parlando delle case Kodra e dei comignoli.

Le Case Kodra

Le case Kodra sono un’invenzione contemporanea di usi e costumi arbëresh ben più antichi. Il loro nome è una dedica a Ibrahim Kodra, un pittore albanese di fama internazionale. 

Una tipica casa Kodra a Civita

Una tipica casa Kodra a Civita

Civita ha voluto ricordarlo alla sua morte – avvenuta nel 2006 – perché queste case “parlanti” e antropomorfe richiamano le linee e le forme della sua pittura. 

Esse si presentano, infatti, con una facciata che ricorda un volto umano. La grande porta al piano terra è sovrastata da una canna fumaria esterna, affiancata da due piccole finestre perfettamente identiche. Questi elementi rappresentano, rispettivamente, la bocca, il naso e gli occhi. 

Con il passare del tempo alcune strutture hanno perso uno o più elementi, ma nonostante ciò rimangono sempre suggestive e buffe da osservare.

I comignoli

Sono probabilmente datati – secondo la tradizione orale – ad un periodo successivo al 1500 e sovrastano le numerose abitazioni di Civita.

I comignoli di Civita

I comignoli di Civita

Il comignolo era un segno distintivo di ogni casa e svolgeva diverse funzioni, sia reali che legate alla superstizione. Dovevano innanzitutto aspirare il fumo dai camini, resistere ai forti venti che si formavano tra i massicci del Pollino e la Costa ionica e, infine, dovevano tener lontani gli spiriti maligni.

Simbologia, tradizione e mistero si fondono, ma la curiosità più grande è data dalle loro forme diverse e, a volte, strambe. Ciò era dovuto all’estro del momento dei mastri artigiani e al ceto sociale a cui appartenevano i proprietari di casa.

Le famiglie più ricche potevano permettersi di far costruire dei comignoli molto più elaborati, a volte considerati delle vere opere d’arte, al contrario delle famiglie più povere sulle cui case si ergevano comignoli ben più semplici.

Cosa vedere a Civita: il Museo etnico della cultura arbëresh

Il Museo etnico della cultura arbëresh nasce nel 1989 per salvaguardare e promuovere la cultura della comunità italo-albanese che vive a Civita.

Storia e tradizione nel Museo della cultura arbëresh di Civita

Storia e tradizione nel Museo della cultura arbëresh di Civita

Il museo è suddiviso in 4 sale ben precise, ognuna delle quali conserva oggetti, immagini e documenti dell’antica storia arbëresh di Civita.

La struttura è aperta tutti i giorni dalle 17 alle 19.45, l’ingresso è gratuito e accessibile ai diversamente abili.

Il Museo della cultura arbëresh di Civita

Il Museo della cultura arbëresh di Civita

Cosa vedere a Civita: la Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa si trova nei pressi della piazza principale di Civita.

È in stile barocco e risale al 1600. Nel corso del tempo ha subìto diversi interventi di restauro, che hanno permesso di poter godere della struttura in tutto il suo splendore.

Di grande interesse la volta sapientemente abbellita con pitture dell’Immacolata, di San Biagio, della Trinità e della Madonna del Rosario.

Ma l’elemento più prezioso, che testimonia l’influenza bizantina, è l’iconostasi.

Iconostasi della Chiesa di Santa Maria Assunta di Civita

Iconostasi della Chiesa di Santa Maria Assunta di Civita

Nelle chiese orientali le iconostasi hanno il compito di dividere la navata dall’altare. Nella Chiesa di Santa Maria Assunta la struttura è stata ricavata da legno di noce e olivo e abbellita con numerose icone del pittore Alfonso Leccese e della Scuola iconografica di Kolynos Ernesto di Atene.

ESPERIENZA UNICA A CIVITA: “I Setteventi del Pollino”

L’Associazione Culturale “I Setteventi del Pollino” si impegna per la promozione e la difesa degli animali e dell’ambiente. Il padre di questo mondo meraviglioso è Roberto Rugiano, grandissimo amante della natura e follemente innamorato del suo affascinante territorio.

Roberto Rugiano, padre fondatore dei "Setteventi del Pollino"

Roberto Rugiano, padre fondatore dei “Setteventi del Pollino”

Dalla sua passione più grande per i rapaci nasce in lui il progetto di tramandare alle nuove generazioni una particolare e innovativa immagine della falconeria. Roberto è riuscito a fare un salto molto importante: la sua è una falconeria di tipo naturalistico, differente ma non del tutto distaccata da quella tradizionale.

Finalità dell’Associazione “I Setteventi del Pollino”

Attraverso lo svolgimento di un percorso didattico adatto a grandi e piccini, Roberto e la sua associazione cercano di:

  1. creare una conoscenza diretta dei rapaci e di alcune specie di animali allo stato libero, che fanno parte della fauna del parco;
  2. dare informazioni dirette sulla gariga calabrese, tipica vegetazione mediterranea;
  3. valorizzare il parco stesso da un punto di vista ambientale e culturale, sottolineando l’importanza della biodiversità anche nel settore zootecnico; 
  4. conoscere l’origine dei prodotti tipici che troviamo sulle nostre tavole.

Un’esperienza unica su tutto il territorio calabrese, che permette non solo di entrare a contatto con i rapaci – animali dal fascino unico e misterioso – ma anche di conoscere persone magnifiche.

Un ringraziamento particolare in questo senso va a Roberto per la sua pazienza, a Loreta per le sue mani d’oro ai fornelli e ai figli Antonio, Pietro e Roberta a cui è stata genuinamente trasmessa la passione per i rapaci e per la natura.

Pietro - il figlio di Roberto - con la sua amata Nuvola, uno splendido barbagianni

Pietro – il figlio di Roberto – con la sua amata Nuvola, uno splendido barbagianni

Sicuramente un valore aggiunto nel nostro viaggio a Civita.

Come raggiungere i Falconieri dei Setteventi e orari di visita

Il centro dei “Setteventi del Pollino” si trova a 5 minuti dall’uscita Frascineto/Castrovillari sulla A3 e a circa 10 minuti dalla Statale 106 ionica – uscita Villapiana Scalo – con ingresso posto direttamente sulla SP263 che collega i detti sbocchi.

Dal centro è possibile godere di un bellissimo panorama su Civita, le Gole del Raganello e tutta la piana che si estende fino alla costa ionica.

I falconieri vi accoglieranno in autunno e inverno tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 10.30 alle 17, mentre gli altri giorni solo su prenotazione.

In primavera ed estate sono aperti tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 20 e tutte le domeniche e festivi dalle 10.30 alle 21.

Il percorso è adatto a tutti senza limiti di età e numero di partecipanti. È consigliabile vestiario comodo da trekking.

Per info e prenotazioni potete contattare direttamente Roberto al numero +39 340 6659574 oppure collegarvi alla pagina facebook dei “Setteventi del Pollino” cliccando qui

COME RAGGIUNGERE CIVITA

In auto

Percorrere l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria – uscita Frasineto/Castrovillari – per poi proseguire sulla SS105 in direzione Bari per 5 Km. 
Un’alternativa è quella di seguire la E90 (106bis) fino a Villapiana Scalo, quindi imboccare la SS105 in direzione Castrovillari per 18 Km.

In bus

Da diverse città italiane esistono collegamenti diretti in autobus fino all’autostazione di Castrovillari.
Per informazioni e prenotazioni vi consigliamo i seguenti siti: www.simetspa.it oppure www.lavallelinee.it

In treno

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Sibari. Da Sibari a Castrovillari vi sono poche corse giornaliere gestite dalle autolinee Saj

L’altra stazione ferroviaria di riferimento è quella di Cosenza, più lontana ma meglio collegata. Dalla stazione di Cosenza esistono corse regolari e frequenti di autobus.

In aereo

L’aeroporto di Lamezia Terme offre un servizio navetta sino a Cosenza. Le corse gestite dalle autolinee Romano si effettuano tutti i giorni. 



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By | 2018-07-09T18:05:06+00:00 9 luglio 2018|Calabria, Italia|0 Comments

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Pilar Forcina
Ribelle, sognatrice, amante della natura e delle emozioni forti. Scrivo per rivivere il momento e per condividere informazioni preziose per l'organizzazione di un viaggio. Instancabile, sbadata e con la testa tra le nuvole. Cerco di vivere di istanti di felicità e sfruttarli al meglio per far sì che la vita sia un eterno capolavoro.