CIVITELLA ALFEDENA: COSA VEDERE NEL BORGO PIÙ PICCOLO DEL PARCO D’ABRUZZO

CIVITELLA ALFEDENA: COSA VEDERE NEL BORGO PIÙ PICCOLO DEL PARCO D’ABRUZZO

Civitella Alfedena è un piccolo borgo immerso nel verde scintillante delle montagne del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Affacciato sul Lago di Barrea, offre scorci unici e tutti da scoprire attraverso una passeggiata poco impegnativa all’interno dei suoi vicoli. La quiete che si respira lo rendono un luogo da godere in maniera lenta senza tener conto dell’avanzare inesorabile delle lancette dell’orologio.

L’abbiamo visitato in una giornata calda e soleggiata, in cui i primi cenni di foliage erano preludio dell’autunno che stava ormai arrivando. Abbiamo deciso di stare lì un’intera mattinata per scoprire ogni angolo e fermarci a chiacchierare con le persone del posto.

I colori di Civitella Alfedena

I colori di Civitella Alfedena

Oltre ad essere una base importante per molte escursioni naturalistiche, Civitella Alfedena offre al visitatore un centro storico intatto e un’accoglienza unica, tipica dei nostri cari borghi italiani. Non a caso gli è stata conferita la Bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Come arrivare a Civitella Alfedena

Civitella Alfedena è raggiungibile sia con la propria auto che con i mezzi pubblici.

In auto

Se arrivate da nord bisogna imboccare l’autostrada A14 prima in direzione Ancona e poi in direzione Roma. Continuare sull’autostrada A25 – uscita Pescina – per poi imboccare la SS83 Marsicana, seguendo le indicazioni per Civitella Alfedena.

Per chi arriva da sud, invece, è consigliabile arrivare a Benevento e da lì imboccare la SS88 direzione Campobasso, continuare sulla SS17 in direzione Alfedena e proseguire sulla SS83 Marsicana seguendo le indicazioni per Civitella Alfedena.

In treno

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quella di Avezzano e quella di Alfedena. Una volta arrivati è possibile raggiungere Civitella Alfedena con il servizio bus della compagnia TUA (Trasporto Unico Abruzzese). Per consultare gli orari e le tariffe basta collegarsi al sito cliccando qui.

COSA VEDERE A CIVITELLA ALFEDENA

  1. Il Museo del lupo appenninico
  2. L’Area faunistica del lupo
  3. La natura rigogliosa di Civitella Alfedena
  4. La Torre cilindrica
  5. La Chiesa di San Nicola 
  6. L’Arco Scuro
  7. La Torretta della Saettèra
  8. La Fonte
  9. La Taverna

1. IL MUSEO DEL LUPO APPENNINICO, IL SIMBOLO DI CIVITELLA ALFEDENA

Il Museo del lupo appenninico si trova nella parte bassa del borgo. All’entrata della struttura – oltre a poter fare i biglietti di ingresso – si possono chiedere informazioni di ogni genere sulle escursioni da fare nel parco in quanto è presente il Centro Visita di Civitella Alfedena.

Il museo è stato inaugurato nel lontano 1976 e nasce da una stalla recuperata dall’Ente Parco. È stato il primo in Italia interamente dedicato a uno degli animali più elusivi che vive sulle nostre montagne: il lupo appenninico. Nel corso dei suoi 40 anni ha svolto un’importante azione di sensibilizzazione nei confronti di questo magnifico animale, smitizzando la sua accezione negativa nell’immaginario popolare.

Attività di educazione ambientale si alternano a laboratori incentrati sulla natura, la letteratura per i ragazzi e le tradizioni del territorio. Storia e leggenda si intrecciano con le più importanti informazioni scientifiche sul comportamento del lupo, che hanno permesso di garantire una convivenza virtuosa con l’uomo.

Interno del Museo del Lupo a Civitella Alfedena

Interno del Museo del Lupo

Costi, orari di apertura e contatti

Il costo del biglietto è di:

  • 3€ per gli adulti;
  • 2€ per i ragazzi di età compresa tra gli 8 e i 14 anni;
  • 30€ per i gruppi da 11 a 50 persone.

Il Museo del lupo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13.30 al mattino e dalle 15 alle 18.30 nel pomeriggio. Nel corso dell’anno questi orari possono subire lievi variazioni, quindi è sempre meglio consultare il sito ufficiale del parco oppure contattare il Centro Visita al numero 0864 890141 o inviando una mail a lupo.civitella@parcoabruzzo.it.

2. L’AREA FAUNISTICA DEL LUPO: CONOSCERE MEGLIO QUESTO MERAVIGLIOSO ANIMALE

A circa 50 metri dal Museo del lupo – in località Belvedere di Santa Lucia – si estende l’Area faunistica del lupo. Qui con un po’ di pazienza è possibile osservare diversi esemplari in uno stato di semi-libertà e i più fortunati possono udire i loro ululati.

Noi non abbiamo aspettato molto prima che uscissero allo scoperto in quanto era il giorno della “pappa”. L’area appositamente recintata è off-limits all’uomo; i lupi possono essere osservati solo dall’alto. Anche se è decisamente più bello osservarli in natura, l’esperienza dell’Area faunistica è molto interessante per avere un primo approccio e per capire i loro comportamenti all’interno del branco.

Lupo dell'Area Faunistica

Lupo dell’Area Faunistica di Civitella Alfedena

Durante il pasto i primi a mangiare sono stati il maschio e la femmina alfa – Bufera e Dacia – capostipiti di tutto il branco. Si riconoscono dalla coda dritta e il comportamento fiero. Seguono al banchetto gli esemplari sottomessi, individuabili dalla coda in mezzo alla zampe posteriori.

La cosa che ci ha colpito di più è stata la storia dei due lupi alfa. Dacia è stata ritrovata nel 2011 dalla scrittrice Dacia Maraini con gravi problemi respiratori, mentre Bufera è stato salvato nel 2012 durante una tempesta di neve con problemi agli arti e la rogna. Oggi sono degli esemplari meravigliosi, i cui cuccioli stanno crescendo e popolando l’area faunistica.

3. LA NATURA RIGOGLIOSA DI CIVITELLA ALFEDENA

La straordinaria bellezza della natura che circonda Civitella Alfedena merita di essere scoperta lentamente e con silenzioso rispetto per gli animali e il paesaggio circostante. Boschi rigogliosi, altipiani dai colori sgargianti, cime innevate, faggi dalle tinte calde per il fenomeno del foliage sono solo alcune delle scene alle quali il visitatore può assistere in ogni stagione dell’anno.

Una delle passeggiate più belle a cui gli amanti della montagna non possono assolutamente rinunciare è quella che porta alla scoperta della Val di Rose. Il sentiero di riferimento è l’I1, che si imbocca direttamente nella parte alta del borgo, nelle vicinanze del parcheggio. La prima faggeta si apre verso il Lago di Barrea. Una volta arrivati ai piedi del Monte Boccanera, iniziano una serie di tornanti che accompagnano la salita fino a Passo Cavuto. Aguzzate la vista in questo tratto perché le rocce circostanti sono spesso solcate dagli eleganti camosci appenninici. Il sentiero continua con una vista magnifica sul Monte Petroso – il più alto di tutto il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – fino al Rifugio di Forca Resuni.

Vista da Passo Cavuto dell'alta Val di Rose

Vista da Passo Cavuto dell’alta Val di Rose

PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA VAL DI ROSE VI CONSIGLIAMO PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO: 3 SENTIERI DA PERCORRERE IN UN WEEKEND

La Valle Jannanghera e la Camosciara

Altro luogo da non perdere, facilmente raggiungibile da Civitella, è la Valle Jannanghera – una zona in cui l’acqua ha modellato il paesaggio a proprio piacimento e che nasconde in sé antiche leggende popolari. Non a caso il suo nome deriva dal dialetto “Janara”, che significa “strega”.

La zona migliore per trascorrere una giornata o un weekend in tranquillità è, invece, la Camosciara. I numerosi servizi offerti al visitatore la rendono un’area adatta anche alle famiglie più numerose. Dal parcheggio principale si snodano una serie di sentieri con diversi livelli di difficoltà, che portano alla scoperta di luoghi belli e suggestivi in cui i bambini, ma anche gli adulti, avranno la possibilità di conoscere la flora, la fauna e le tradizioni della zona. In inverno si può partire alla scoperta della Riserva della Camosciara partecipando alle escursioni con sci di fondo o ciaspole.

4. LA TORRE CILINDRICA

Sulla sommità di un’ampia scalinata che affaccia su Via Nazionale – nei pressi del palazzo comunale – sorge la Torre cilindrica, l’edificio più antico di Civitella Alfedena. Risalente al 1400 circa, rappresenta una tipica costruzione medievale attorno alla quale si è sviluppato il primo nucleo del paese.

La Torre cilindrica

La Torre cilindrica

5. LA CHIESA DI SAN NICOLA, CENTRO RELIGIOSO DI CIVITELLA ALFEDENA

La Chiesa di San Nicola risale al 1605 e venne donata dal benestante Altobello Di Berardino alla cittadinanza civitellese insieme agli altri suoi beni di proprietà. Il suo nome segna lo stretto legame con la Puglia, ultima meta dei pastori durante la transumanza.

L’esterno è semplice e austero, mentre l’interno è in stile barocco. È suddivisa infatti in tre navate, di cui la navata centrale e l’abside sono decorati con dipinti ad olio. Degni di nota sono l’organo a canne posto sopra l’entrata e il prezioso coro ligneo dietro l’altare centrale di marmo intarsiato, risalente al 1812. Quest’ultimo è sormontato da una pala d’altare dipinta ad olio raffigurante la Deposizione di Cristo dalla Croce. Gli altari laterali, invece, risalgono al Seicento.

In ultimo, ma non per importanza, sono da tener presente le sculture lignee dell’Ottocento e la Madonna di Piedigrotta del Settecento.

L'esterno della Chiesa di San Nicola a Civitella Alfedena

L’esterno della Chiesa di San Nicola a Civitella Alfedena

6. L’ARCO SCURO

L’Arco Scuro – in Via Arco Scuro – è chiamato in questo modo per via del colore delle pietre annerite. In tempi antichi non c’erano le possibilità economiche di innalzare le canne fumarie sino al tetto, quindi in molte abitazioni il fumo dei focolari domestici fuoriusciva direttamente da piccole aperture nel muro. 

Questo piccolo angolo del borgo è una delle poche testimonianze del colore dominante dei paesi appenninici: la grigia pietra annerita dal fumo dei camini.

L'Arco Scuro

L’Arco Scuro

7. LA TORRETTA DELLA SAETTÈRA

La Saettèra è una torretta risalente al Cinquecento, costruita per scopi difensivi come dimostra la sua posizione grazie alla quale si poteva controllare la valle circostante. Era utilizzata soprattutto dalle famiglie dell’alta borghesia per proteggersi dalle rivolte popolari o dai briganti.

Il suo nome deriva dal fatto che dalle sue feritoie era possibile far partire delle “saette”, cioè scoccare frecce o sparare in caso di attacco.

La Saettèra

La Saettèra

8. LA FONTE DI CIVITELLA ALFEDENA

La Fonte di Civitella è importante perché si trova lungo l’antico tratturo Pescasseroli – Candela, utilizzato dai pastori abruzzesi durante le loro transumanze in Puglia.

Si tratta di una fontana a parete, affiancata sulla destra da un abbeveratoio. L’acqua scende da un mascherone ormai logorato dal tempo, a cui si aggiungono due rosoni realizzati in pietra come il resto della struttura. Fino a qualche decennio fa era utilizzata anche come lavatoio pubblico.

La Fonte

La Fonte

9. LA TAVERNA

Questa piazzetta nel cuore del centro storico di Civitella Alfedena si chiama così per via della presenza – ora non più – di un’antica taverna, molto frequentata dai locali. Nelle vicinanze della piazzetta, che oggi ospita una graziosa fontana in pietra, si radunavano nei tempi passati le capre di proprietà delle famiglie civitellesi. Normalmente pascolavano nei dintorni del paese sotto il controllo di un pastorello di giovane età. Nel periodo della mungitura, infine, il latte ricavato era unito e ogni famiglia riceveva a turno del formaggio, che altrimenti non avrebbe prodotto con la quantità di latte delle proprie capre.

La Taverna, Civitella Alfedena

La Taverna

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By | 2020-01-08T10:42:19+01:00 8 Gennaio 2020|Abruzzo, Italia|0 Comments

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Pilar Forcina
Ribelle, sognatrice, amante della natura e delle emozioni forti. Scrivo per rivivere il momento e per condividere informazioni preziose per l'organizzazione di un viaggio. Instancabile, sbadata e con la testa tra le nuvole. Cerco di vivere di istanti di felicità e sfruttarli al meglio per far sì che la vita sia un eterno capolavoro.