5 SITI MAYA DA VISITARE NEL TUO PRIMO VIAGGIO IN MESSICO

5 SITI MAYA DA VISITARE NEL TUO PRIMO VIAGGIO IN MESSICO

Siti maya, foreste vergini e incontaminate, mare dalle sfumature turchesi, suoni, profumi e tanti colori.

Racchiudere in un solo elenco le sensazioni e le emozioni provate in Messico è difficile e riduttivo. Stupore e bellezza si sono alternati a musica e tante risate. I messicani sono un popolo straordinario dall’allegria contagiosa e orgoglioso delle proprie radici.

Il Messico va scoperto con lentezza per godere e assaporare ogni singolo attimo in questa terra straordinaria. È per questo che abbiamo deciso di andare a zonzo per la Penisola dello Yucatán e trovare il giusto compromesso tra relax al mare e avventure alla scoperta dei siti maya.

PRIMA VOLTA IN MESSICO: 5 SITI MAYA DA VISITARE

  1. Tulum
  2. Cobá
  3. Uxmal
  4. Chichén Itzá
  5. Ek Balam

1. SITI MAYA DA VISITARE: TULUM

STORIA

Molti archeologi ritengono che Tulum sia stato un importante centro portuale nel suo periodo di massimo splendore. I Maya, infatti, erano soliti percorrere delle rotte commerciali che arrivavano fino al Belize.

Nel 1518 l’esploratore spagnolo Juan de Grijalva giunse a Tulum e rimase estasiato da quanto poteva osservare. La vivacità dei colori degli edifici, le possenti mura di cinta e il fuoco cerimoniale che ardeva sulla cima della torre di guardia a picco sul mare era solo una parte della bellezza che si presentava davanti ai suoi occhi.

La presenza dei bastioni testimonia la funzione strategica e difensiva della città. Bisogna tener conto però che non tutta la popolazione era protetta. La maggior parte dell’abitato era al di fuori delle mura di cinta, mentre gli edifici cerimoniali e i palazzi amministrativi si trovavano nella parte interna, riservata probabilmente alla classe dirigente.

Tulum fu abbandonata circa 70 anni dopo la conquista spagnola ed è stata una delle ultime città maya a subire questo destino. Il suo nome, che  vuol dire “muraglia“, venne attribuito al sito dagli esploratori solo nei primi anni del XX secolo per via delle sue fortificazioni. In realtà il nome originale utilizzato dalle antiche popolazioni era Zamà, cioè “alba“, forse per la sua posizione rivolta ad est.

El Castillo a Tulum con vista sull'oceano (Credits Cezary Wojtkowski)

El Castillo a Tulum con vista sull’oceano (Credits: Cezary Wojtkowski)

COME ARRIVARE ALL’AREA ARCHEOLOGICA DI TULUM

Il sito archeologico di Tulum si può raggiungere con i bus della compagnia ADO oppure con i colectivos, partendo da Cancun o Playa del Carmen. Il tempo di percorrenza è rispettivamente un’ora e venti minuti e un’ora e mezza.

Il prezzo per il viaggio Cancun/Zona archeologica di Tulum andata e ritorno si aggira intorno ai 196 MXN (circa 9€), mentre quello per il viaggio Playa del Carmen/Zona archeologica di Tulum andata e ritorno si aggira intorno ai 160 MXN (circa 7,40€). Per essere sempre aggiornati sulle tariffe e gli orari, vi consigliamo di collegarvi al sito dell’ADO cliccando qui.

Un’alternativa più economica ai bus sono sicuramente i colectivos, pulmini gestiti da compagnie private che seguono dei percorsi prestabiliti. Non prevedono fermate particolari, quindi chiunque può salire o scendere con un cenno della mano. Il prezzo varia in base alla tratta; è comunque consigliato stabilire la tariffa con il conducente prima di salire. Se decidete di viaggiate con i colectivos è importante ricordare di scendere all’incrocio che conduce alle rovine maya e NON nella cittadina di Tulum, distante circa 4 chilometri dal sito archeologico.

Se optate per l’affitto della macchina, basta percorrere la Carretera Federal MEX 307 fino all’incrocio per le rovine archeologiche. Il costo del parcheggio è di circa 160 MXN.

COSTI E ORARI DI APERTURA

Il sito maya di Tulum è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 e il prezzo d’ingresso è di 80 MXN (circa 3,60€). Poiché la biglietteria è distante rispetto all’ingresso, è disponibile un servizio di trasporto  a pagamento con un trenino.

Per visitare le rovine maya di Tulum vi consigliamo di armarvi di crema solare e tanta acqua poiché il costo di una bottiglietta nei chioschi e bar nei pressi del sito è alquanto spropositato.

Siti maya da vistare: Tempio del Dio del Vento - Tulum (Credits tanaonte)

Tempio del Dio del Vento – Tulum (Credits: tanaonte)

PUNTI DI INTERESSE (I PARTE)

  • Casa del Cenote. Prende il suo nome dalla pozza presente nella parte meridionale. È un edificio a pianta rettangolare al cui centro è stata rinvenuta una tomba. La sua posizione è molto comune tra le popolazioni maya in quanto credevano che i cenote rappresentassero il punto di accesso agli Inferi (in lingua maya Xibalba).
  • Tempio del Dio del Vento. È la struttura più fotografata del sito in quanto sorge su uno sperone di roccia a picco sul mare turchese e gode di un’ottima visuale sul Castillo e sulla piccola spiaggia sottostante.
  • Casa delle Colonne. Si caratterizza per la presenza di particolari colonne poste su una piattaforma rialzata e per la raffigurazione del Dio Discendente sul portale principale. Molto probabilmente questa figura è collegata al culto maya delle api e del miele. Altri studiosi, invece, credono che sia collegata al culto del sole e della pioggia.

PUNTI DI INTERESSE (II PARTE)

  • Tempio della Stele. In esso è stata rinvenuta la stele su cui è incisa la data maya corrispondente al 564 d.C. Questo ritrovamento disorientò molto alcuni studiosi perché credevano che Tulum fosse stata fondata alcuni secoli dopo, ma poi giunsero alla conclusione che la stele provenisse dall’insediamento di Tankah, risalente al Periodo Classico.
  • Tempio degli Affreschi. La struttura si sviluppa su due piani, costruiti in periodi diversi. Le sue decorazioni erano tra le più belle ed elaborate di Tulum. Oggi i dipinti sono parzialmente restaurati e raffigurano le divinità maya del cielo, della pioggia, della luna e della fertilità.
  • El Castillo. È la struttura più grande di tutto il sito maya. Presenta a metà facciata una rappresentazione del Dio Discendente affiancato dai Kukulkanes (i serpenti piumati). Nei pressi del Castillo una scala di legno conduce alla sottostante spiaggia dalla sabbia bianca e dal mare dalle mille sfumature.
  • Tempio del Dio Discendente. Deve il suo nome alla presenza di una figura in rilievo rappresentata a testa in giù con le gambe divaricate in aria e la coda di uccello.

2. SITI MAYA DA VISITARE: COBÁ

Cobá è uno di quei siti maya in cui potersi sentire Indiana Jones per un giorno. La sua caratteristica fondamentale è essere letteralmente inglobato all’interno della fitta e verde foresta tropicale.

STORIA

Cobá è stata fondata nel VII secolo d.C., molto tempo prima delle vicine Tulum e Chichén Itzá e avrebbe raggiunto il suo periodo di massimo splendore tra l’800 e il 1100 d.C. L’importanza della città maya era collegata al fatto di essere un crocevia fondamentale per le rotte commerciali. Infatti era attraversata dai cosiddetti sacbeob, strade di pietra bianca lastricate, che la collegavano alle altre città della regione e che avevano come centro proprio Cobá. Il sacbé più lungo addirittura misurava 100 chilometri, partendo dalla base della Piramide Nohoch Mul fino all’insediamento di Yaxuna. Proprio per questo motivo è considerata la più importante opera viaria del mondo maya mai conosciuta.

Il sito iniziò il suo declino a partire dalla seconda metà del Cinquecento in seguito alla colonizzazione spagnola. Fu preso in considerazione dagli studiosi solo agli inizi del ‘900, molto probabilmente per le enormi difficoltà a raggiungere la zona remota in cui era stato edificato. Solo nel 1926 l’archeologo Thomas Gann, accompagnato da alcuni cacciatori maya, riuscì a riportarlo alla luce.

Siti Maya da visitare: Cobá

Piramide Nohoch Mul a Cobá (Credits: BBravePhoto)

COME ARRIVARE AL SITO ARCHEOLOGICO DI COBÁ

Il mezzo più comodo per raggiungere Cobá è sicuramente l’auto. Per chi parte da Cancun o Playa del Carmen è necessario percorrere la Carretera Federal MEX 307 fino a Tulum per poi svoltare a destra e imboccare  la strada 109. Alla prima rotonda prendere la terza uscita Quintana Roo Nuevo Durango – Cobá e seguire le indicazioni fino al parcheggio dell’area archeologica.

Per chi vuole risparmiare qualche peso messicano, allora il modo migliore è muoversi con i bus della compagnia ADO. Si può partire da tre diverse località:

  1. Tulum centro – il costo del biglietto A/R è di 200 MXN (circa 9€) con partenza alle 10.31 e ritorno alle 15.10;
  2. Playa del Carmen – il costo del biglietto A/R è di 344 MXN (circa 16€) con partenza alle 9.01 e ritorno alle 15.10;
  3. Cancun – non esiste una tratta diretta, quindi conviene prendere un colectivo fino a Tulum o Playa del Carmen e poi prendere i bus ADO.

Per essere sempre aggiornati sulle tariffe e gli orari, vi consigliamo di collegarvi al sito dell’ADO cliccando qui.

COSTI E ORARI DI APERTURA

Il sito maya di Cobá è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 e il prezzo d’ingresso è di 80 MXN (circa 3,60€). L’area archeologica misura un’estensione di 70 chilometri quadrati, quindi per i più pigri è possibile spostarsi da una parte all’altra noleggiando una bicicletta o un risciò.

Siti Maya da visitare: Cobá

Panorama sulla foresta dall’alto delle Piramide Nohoch Mul (Credits: BBravePhoto)

PUNTI DI INTERESSE

  • Gruppo Cobá. La struttura più importante di questo gruppo è il Templo de las Iglesias, la seconda struttura più grande del sito dell’altezza di 25 metri e considerata un vero e proprio santuario dagli abitanti del posto. Ritornando sul sentiero principale, invece, si incontra il campo del Gioco della Pelota, il cui obiettivo era quello di far passare una palla di gomma all’interno degli anelli presenti sui muri laterali del campo. I giocatori non potevano utilizzare le mani, ma solo il piede destro, le ginocchia, i gomiti oppure una mazza. La partita terminava sempre con un sacrificio umano.
  • Gruppo delle Pitture. È un gruppo di edifici religiosi risalenti al periodo post-classico, chiamati in questo modo per via delle tracce di affreschi e frammenti di intonaco colorato sulle pareti del piccolo tempio principale. Nonostante le sue modeste dimensioni è un edificio molto importante perché uno dei più antichi del sito maya di Cobá.
  • Gruppo Macanxoc. Prende il nome dal vicino e omonimo lago e consiste in un insieme di stele del VII secolo che rappresentano i sovrani della città affiancati dalle rispettive mogli, appartenenti alle dinastie maya di Tikal.
  • Piramide di Nohoch Mul. Con i suoi 42 metri è la piramide più alta di tutta la Penisola dello Yucatán. Scalando i suoi 120 gradoni è possibile capire l’infinità della foresta che circonda il sito. Fate molta attenzione sia al momento della salita che della discesa perché i gradoni sono alti e, in diversi tratti, stretti e sconnessi.

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3. SITI MAYA DA VISITARE: UXMAL

Uxmal è uno dei siti maya più importanti della Penisola dello Yucatán. Dichiarato Patrimonio Unesco nel 1996, il nome Uxmal in lingua maya vuol dire “costruito tre volte” in riferimento alla sua storia passata. In origine era una città molto estesa comprendente le vicine località di Syil, Kabah, Labná e Xlapak, che oggi fanno parte dell’affascinante Ruta Puuc.

STORIA

Fondata intorno al 600 d.C., divenne ben presto il centro nevralgico della civiltà Puuc. La sua architettura, infatti, richiama molto quella degli altopiani messicani: ne sono testimonianza le proporzioni armoniose e le complesse geometrie che adornano gli edifici.

A causa della scarsità di risorse idriche nella zona, era molto diffuso il culto di Chaac, dio della pioggia. Le sue raffigurazioni sono ovunque a Uxmal, soprattutto sotto forma di maschera che sporge dai cornicioni o dalle facciate degli edifici. Il suo periodo di declino si attesta intorno al 900 d.C., quando la città venne quasi del tutto abbandonata probabilmente a causa di una violenta siccità.

Il sito archeologico di Uxmal fu scoperto nel XIX secolo e i primi scavi vennero guidati da Frans Blom nel 1929.

Siti maya da vistare: Uxmal

Sito archeologico di Uxmal (Credits: jkraft5)

COME ARRIVARE A UXMAL

Partendo da Mérida, che dista circa 80 chilometri dal sito maya, Uxmal è raggiungibile sia con la macchina che con l’autobus. Se decidete di affittare la macchina bisogna imboccare la Carretera 180 Mérida-Campeche per poi svoltare a destra e imboccare la Carretera 261 Umán-Hopelchen e seguire le indicazioni per Uxmal.

I bus, invece, partono tutti i giorni dal Terminal de Segunda Clase di Mérida in Calle 69. Gli orari di andata sono 6, 9.05, 10.40, 12.05, 14 e 17.05, mentre quelli del ritorno sono 12.30, 15.15, 17.40 e 20.15.

COSTI E ORARI DI APERTURA

Il sito maya di Uxmal è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 e il prezzo d’ingresso è di 418 MXN (circa 19€) = entrata 80 MXN + tasse 338 MXN.

Tutte le sere il sito ospita uno spettacolo di luci e suoni, che inizia alle 20 nel periodo estivo-primaverile e alle 19 nel periodo invernale-autunnale. Il costo per assistere a questo spettacolo è di 92 MXN (circa 4€). Se decidete di rimanere la sera a Uxmal  vi consigliamo queste strutture:

LA CASA DEL MAGO

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

La Casa del Mago

La Casa del Mago (Fonte: Booking.com)

HACIENDA UXMAL PLANTATION & MUSEUM

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

Hacienda Uxmal Plantation & Museum

Hacienda Uxmal Plantation & Museum (Fonte: Booking.com)

THE LODGE AT UXMAL

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

The Lodge at Uxmal

The Lodge at Uxmal (Fonte: Booking.com)

UXMAL RESORT MAYA

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

Uxmal Resort Maya

Uxmal Resort Maya (Fonte: Booking.com)

PUNTI DI INTERESSE (I PARTE)

  • Piramide dell’Indovino. Tra tutti i siti maya visitati, questa struttura è forse la più curiosa e interessante. Il tempio – alto 30 metri – presenta una pianta ellittica ed è orientato verso il sorgere del pianeta Venere. È frutto di ben 5 ricostruzioni: le precedenti 4 strutture furono completamente ricoperte ad eccezione della parte occidentale, appartenente al quarto tempio. Una leggenda narra che sia stata costruita in una sola notte grazie all’intervento di un nano con poteri magici. Il portale principale rappresenta la bocca della maschera del dio Chaac.
  • Quadrilatero delle Monache. È il complesso più grande di tutto il sito archeologico. Consta di 4 edifici che contano 74 stanze, sul cui utilizzo sono state avanzate diverse ipotesi. Alcuni sostengono che sia una scuola reale, altri un’accademia militare e altri ancora un complesso di edifici di rappresentanza. Diversi elementi arricchiscono le facciate: il volto del dio Chaac con l’inconfondibile naso allungato, il lungo serpente piumato e vari motivi geometrici.
  • Campo del Gioco della Pelota. Superato l’arco dell’edificio meridionale del Quadrilatero delle Monache e scendendo lungo un pendio si incontra il campo del Gioco della Pelota. Più grande di quello di Cobá e molto più piccolo di quello di Chichén Itzá, è facilmente riconoscibile per via degli anelli in pietra al di sopra delle tribune, all’interno dei quali bisognava far passare una palla di gomma. Normalmente si giocava sette contro sette: sei giocatori in campo guidati dal capitano, che occupava una delle terrazze che circondava il terreno di gioco.
La Piramide dell'Indovino - Uxmal

La Piramide dell’Indovino – Uxmal

PUNTI DI INTERESSE (II PARTE)

  • Palazzo del Governatore. La struttura poggia su una base piramidale alta 18 metri e si compone di tre edifici: l’edificio centrale e i due laterali, collegati tra di essi da un arco, probabilmente costruito in epoca successiva. La magnifica facciata principale è lunga circa 100 metri ed è considerata tra gli esempi più belli e meglio conservati dell’architettura puuc. La parte inferiore presenta semplici lastre di pietra calcarea, mentre quella superiore è decorata con raffigurazioni stilizzate del volto del dio Chaac e della nascita di Venere e con particolari motivi geometrici. Ai piedi della scalinata del palazzo si erge la Piattaforma dei Giaguari su cui è collocato un altare cerimoniale, riconoscibile per via della rappresentazione di due giaguari uniti per il petto e con le teste rivolte rispettivamente a sud e a nord. Da lì parte il sacbé (strada bianca lastricata), che collega Uxmal a Kabah.
  • Gran Piramide. Alta 32 metri, è stata restaurata solo la parte settentrionale della struttura. La scalinata si sviluppa su nove livelli fino ad arrivare al quadrilatero sommitale, sempre decorato con raffigurazioni del dio Chaac e vari animali collegati al culto del dio Sole.
  • El Palomar o La Colombaia. Si trova a ovest della Gran Piramide ed è ancora in parte sommerso dalla vegetazione. Il suo nome deriva dal fatto che le sue decorazioni ricordano molto le colombaie moresche tipiche dell’Andalusia e dell’Africa Settentrionale.
  • Casa delle Tartarughe. Prende il nome dalle tartarughe scolpite sul cornicione superiore. Nella mitologia maya la tartaruga è associata al culto del dio Chaac: si dice, infatti, che le tartarughe soffrendo per la siccità pregavano insieme agli uomini affinché il dio Chaac mandasse la pioggia.

4. SITI MAYA DA VISITARE: CHICHÉN ITZÁ

Chichén Itzá è uno dei siti maya più importanti della Penisola dello Yucatán e forse del Messico in generale. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1988, ospita El Castillo – una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno.

STORIA

Il suo nome vuol dire letteralmente “alla bocca del pozzo degli Itza” per via dei numerosi pozzi o depositi d’acqua corrente e per la presenza degli Itza, un gruppo etnico predominante nella Penisola dello Yucatán.

Le origini della città sono ancora poco conosciute, tuttavia gli studiosi confermano che rappresentò uno dei più importanti centri politici, economici e religiosi della regione yucateca a cavallo tra il Periodo Classico e Post-Classico. In origine Chichén Itzá era un insediamento esclusivamente maya, ma con l’abbandono della città nel IX secolo e la successiva invasione da parte del popolo dei toltechi, le tradizioni cambiarono in maniera evidente. Da quel momento in poi la cultura tolteca si fuse con quella maya: infatti in tutta la città si possono ammirare le raffigurazioni di Chaac – dio maya della pioggia – con quelle tolteche di Quetzalcóatl (Kukulkán in lingua maya), il serpente piumato.

Il declino di Chichén Itzá ebbe inizio quando un capo maya – a causa di un’importante sommossa – decise di spostare il potere politico nella città rivale di Mayapán. Nel 1531 l’esploratore spagnolo Francisco de Montejo conquistò Chichén Itzá e volle proclamarla capitale dello Yucatán spagnolo. In seguito a una violenta rivolta da parte del popolo maya, non riuscì nel suo piano e fu costretto ad abbandonare l’area.

El Castillo di Chichén Itzá (Credits Premium Collection)

El Castillo di Chichén Itzá (Credits: Premium Collection)

COME ARRIVARE A CHICHÉN ITZÁ

Chichén Itzá è raggiungibile in auto o in bus da Playa del Carmen, da Cancun, da Tulum o da Mérida.

Da Playa del Carmen e da Tulum

Se partite in auto da Playa del Carmen bisogna imboccare la strada 305D Playa del Carmen-El Tintal per poi proseguire sulla 180D Kantunil-Cancun (direzione Kantunil) e arrivare a Pisté. Da lì seguire le indicazioni per le rovine archeologiche di Chichén Itzá.

Con i bus della compagnia ADO, invece, è possibile partire da Playa del Carmen alle 8 del mattino e ritornare da Chichén Itzá alle 16.30. Il costo del biglietto – sola andata – varia dai 191 a 386 MXN (da 8,30€ a circa 17€). Il tempo di percorrenza di una corsa è di tre ore e 40 minuti. Per controllare variazioni di orario e di prezzo sulla tratta Playa del Carmen-Chichén Itzá collegatevi direttamente al sito dell’ADO cliccando qui.

In auto da Tulum è necessario percorrere interamente la strada 109 fino a Chemax, imboccare la Carretera Costera del Golfo (statale 180) fino a Valladolid e, infine, prendere la strada 180D fino a destinazione.

I bus ADO, invece, partono da Tulum alle 9.05 e alle 14.45 e alle 8.30 e alle 16.30 da Chichén Itzá. Il viaggio ha una durata di due ore e 35 minuti e il costo del biglietto – solo andata – oscilla dai 132 ai 266 MXN (da circa 6€ a circa 11,50€). Per controllare variazioni di orario e di prezzo sulla tratta Tulum-Chichén Itzá collegatevi direttamente al sito dell’ADO cliccando qui.

Da Cancun e da Mérida

Partendo da Cancun con l’auto percorrere la strada 180D fino a Pisté e seguire le indicazioni per Chichén Itzá.

I bus ADO partono da Cancun alle 8.45 e da Chichén Itzá alle 16.30. Il prezzo per una corsa varia dai 260 a 346 MXN (da 11,30€ a 15€) e il tempo di percorrenza sola andata è di tre ore e 20 minuti. Per controllare variazioni di orario e di prezzo sulla tratta Cancun-Chichén Itzá collegatevi direttamente al sito dell’ADO cliccando qui.

Se si parte da Mérida in auto percorrere la Carretera Costera del Golfo (statale 180) fino a Kantunil per poi proseguire sulla strada 180D – direzione Cancun – fino a Pisté e a Chichén Itzá.

Gli autobus ADO partono da Mérida alle 6.30, 7.15, 8.15 e 9.15 e da Chichén Itzá alle 16.30. Il prezzo di una corsa può variare dai 158 a 208 MXN (da circa 7€ a 9€) e il tempo di percorrenza è di circa un’ora e 45 minuti. Per controllare variazioni di orario e di prezzo sulla tratta Mérida-Chichén Itzá collegatevi direttamente al sito dell’ADO cliccando qui.

COSTI E ORARI DI APERTURA

Il sito archeologico di Chichén Itzá è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 e il costo del biglietto è di 486 MXN (circa 21€) = entrata 80 MXN + tasse 406 MXN.

Per assistere allo spettacolo di suoni e luci è necessario pagare un supplemento; quest’ultimo si tiene tutte le sere dalle 19 in inverno e autunno e dalle 20 in estate e primavera. Se decidete di rimanere la sera a Chichén Itzá  vi consigliamo queste strutture:

MAYALAND HOTEL & BUNGALOWS

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

Mayaland Hotel & Bungalows

Mayaland Hotel & Bungalows (Fonte: Booking.com)

LA CASA DE LAS LUNAS 

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

THE LODGE AT CHICHÉN ITZÁ

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

The Lodge at Chichén Itzá

The Lodge at Chichén Itzá (Fonte: Booking.com)

HACIENDA CHICHÉN RESORT AND YAXKIN SPA

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

VILLAS ARQUEOLOGICAS CHICHÉN ITZÁ

Per prenotazioni o informazioni sulla struttura e sulle tariffe cliccate qui.

Villas Arqueologicas Chichén Itzá

Villas Arqueologicas Chichén Itzá (Fonte: Booking.com)

PUNTI DI INTERESSE: EL CASTILLO

Chiamato anche Piramide di Kukulkán, è considerato dal 2007 una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno. La struttura è stata concepita per rappresentare il Calendario Maya. Ciascuno dei suoi nove livelli è suddiviso in due parti da una scalinata per ognuno dei quattro lati. Le quattro scalinate contano 91 gradini ciascuno e aggiungendo la piattaforma sulla sommità si ottiene un totale di 365, il numero dei giorni dell’anno.

Ogni facciata della piramide, inoltre, è rivestita da 52 pannelli piatti, che si ricollegano ai 52 anni della Ruota del Calendario Maya. Una delle sue caratteristiche più famose è la presenza di serpenti piumati scolpiti lungo la balaustra nord. Durante gli equinozi di autunno e di primavera, l’inclinazione del sole nel tardo pomeriggio crea un gioco di ombre molto particolare con queste sculture. Sembra di vedere, infatti, l’ombra di un serpente piumato che striscia lungo la balaustra della scalinata. La struttura misura un’altezza di 30 metri e una base quadrata di circa 55 metri di diametro. Oggi è severamente vietato salire in cima alla piramide.

PUNTI DI INTERESSE: GRAN GIOCO DELLA PELOTA

Il campo di Chichén Itzá è il più grande di tutto il Messico. Alcune incisioni ci hanno dato testimonianza di come funzionasse il gioco.

Ci sono raffigurazioni di giocatori con imbottiture sui gomiti e sulle ginocchia e con in mano delle mazze, segno che probabilmente la palla non poteva essere toccata con le mani e lo scopo del gioco era farla passare attraverso i grandi anelli laterali in pietra. Lungo i muri del campo, inoltre, vi sono alcuni rilievi che ritraggono la decapitazione dei giocatori. Si pensa, infatti, che nel periodo tolteco la squadra vincitrice aveva l’onore di essere sacrificata agli dei.

L’acustica del campo da gioco è straordinaria: si può udire una conversazione da un’estremità all’altra senza nessun problema.

Siti maya da vistare: El Caracol - Chichén Itzá (Credits skostep)

El Caracol – Chichén Itzá (Credits: skostep)

ALTRI PUNTI DI INTERESSE (I PARTE)

  • Tempio dell’Uomo Barbuto e Tempio dei Giaguari e degli Scudi. Entrambe le strutture si trovano vicino al campo del Gioco della Pelota. Il primo deve il suo nome ad un rilievo al suo interno. Esso presenta delle colonne finemente scolpite con raffigurazioni di fiori, alberi e uccelli. Il secondo tempio, invece, ha colonne con rilievi raffiguranti giaguari e serpenti a sonagli.
  • Piattaforma dei Teschi. Si trova tra El Castillo e il Tempio dei Giaguari. Ha una forma a T e si riconosce facilmente perché adornata con rilievi di teschi e aquile impegnate a dilaniare il petto di uomini per divorarne il cuore. In antichità, era il luogo preposto ad ospitare le teste delle vittime sacrificali.
  • Piattaforma delle Aquile e dei Giaguari. Presenta sculture di giaguari e aquile nell’atto di stringere degli uomini tra i propri artigli. Gli studiosi pensano che quest’area era dedicata alle legioni militari che avevano il compito di catturare le vittime sacrificali.
  • Cenote Sagrado. È un enorme pozzo naturale che misura circa 60 metri di diametro. Secondo alcune fonti i corpi delle vittime sacrificate al dio Chaac venivano qui gettate insieme a dei manufatti. La tesi fu confermata dal console statunitense Edward Herbert Thompson, che agli inizi nel Novecento dragò il cenote, portando alla luce preziosi manufatti e resti umani con ferite compatibili con l’ipotesi dei sacrifici.

ALTRI PUNTI DI INTERESSE (II PARTE)

  • Tempio dei Guerrieri. È una piramide a gradoni che presenta alla base e sui lati delle file di colonne raffiguranti guerrieri. Accanto al tempio c’è una grande piazza circondata da pilastri, detta Piazza delle Mille Colonne.
  • L’Ossario. Posta a sud-ovest del Castillo, la struttura si caratterizza per una predominanza di stile architettonico puuc. Si riconosce per le teste di serpente scolpite alla base delle scalinate.
  • El Caracol. Chiamato in questo modo per le sue scale a chiocciola, l’Osservatorio Astronomico è uno degli edifici più importanti di tutta Chichén Itzá. La struttura ha una pianta circolare e poggia su due piattaforme rettangolari diversamente orientate. I quattro portali esterni sono rivolti verso i punti cardinali e decorati con le maschere del dio Chaac. Le aperture nella cupola sono allineate in corrispondenza della posizione astronomica di determinati corpi celesti in particolari periodi dell’anno.
  • Convento delle Monache. La struttura è denominata in questo modo probabilmente perché le sue numerose sale ricordarono ai conquistadores spagnoli la struttura dei conventi europei. La sua architettura prettamente puuc, risale alla fine del Periodo Classico della civiltà maya. È affiancato da un altro edificio più piccolo – denominato La Iglesia (La Chiesa) – quasi interamente ricoperto di incisioni e singolari maschere del dio della pioggia Chaac.

5. SITI MAYA DA VISITARE: EK BALAM

Tra i siti maya visitati Ek Balam è quello meno stupefacente, ma non per questo va evitato. Si trova nella parte nord della Penisola dello Yucatán, a una trentina di chilometri di distanza da Valladolid. Il suo nome in lingua maya vuol dire “Giaguaro Nero”.

STORIA

Le sue origini risalgono al 300 a.C., mentre il suo periodo di massimo splendore coincide con il Periodo Tardo-Classico. È uno dei pochi siti maya che rimase abitato fino all’arrivo dei conquistadores spagnoli.

Ha un’ampiezza di 12 chilometri quadrati con uno spazio centrale, protetto e destinato agli abitanti di rango più elevato. Il suo sviluppo culturale e artistico si è manifestato soprattutto con la pittura murale. Gli artigiani di Ek Balam, infatti, raggiunsero un’elevata abilità, dando vita a delle vere e proprie opere d’arte. Ne sono testimonianza le coperture dei soffitti a volta con disegni monocromatici e i raffinati murali raffiguranti, di solito, momenti quotidiani della vita cittadina.

Proprio per questo motivo Ek Balam è considerato uno dei migliori siti maya dal punto di vista dello stile pittorico. Il realismo, le proporzioni corrette e la delicata mano degli artisti conferivano un’elevata forza espressiva sia alla rappresentazione delle divinità che di uomini e animali.

L'Acropoli di Ek Balam (Credits siempreverde22)

L’Acropoli di Ek Balam (Credits: siempreverde22)

COME ARRIVARE A EK BALAM 

Ek Balam, rispetto agli altri siti maya, è stato più complicato da raggiungere. Il modo migliore, secondo noi, è con la macchina o con un colectivo partendo da Valladolid.

Nell’ipotesi di affitto auto percorrere la strada 180D Kantunil-Cancun e imboccare l’uscita Valladolid (se si proviene da Mérida) o l’uscita Tizimín (se si proviene da Cancun). Proseguire poi sulla strada federale messicana 295, superando il paese di Temozón. Dopo circa 7 km svoltare a destra sulla Carretera Ek Balam e proseguire fino all’ingresso del sito archeologico.

I colectivos per Ek Balam partono da Valladolid in Calle 44. Il costo di una corsa solo andata si aggira intorno ai 50 MXN (circa 2€) a persona, mentre al ritorno il prezzo potrebbe essere più elevato a causa delle poche alternative per tornare a Valladolid. Il consiglio è quello di contrattare con il conducente il prezzo dell’andata e del ritorno prima di partire. È importante sapere, inoltre, che i colectivos di solito partono solo se pieni.

COSTI E ORARI DI APERTURA

Il sito archeologico di Ek Balam è aperto tutti i giorni dalle 8 alle 17 e il costo del biglietto è di 413 MXN (circa 18€) = entrata 75 MXN + tasse 338 MXN.

PUNTI DI INTERESSE: L’ACROPOLI

L’Acropoli rappresenta la struttura più grande di tutto il sito archeologico di Ek Balam. Ha un’altezza di 32 metri ed è una delle poche strutture in Messico dove è possibile salire. Il complesso si caratterizza per la presenza di una scalinata centrale a gradoni e di due edifici ai lati. In basso – ricoperte da tetti di paglia – ci sono due stele, che rappresentano i cosiddetti “serpenti geroglifici“, messi a guardia del tempio e lavorati interamente con la pietra.

Più in alto a sinistra, invece, si trova quella che si considera la Tomba di Ukit Kan Le’k Tok’, sovrano della città maya. Il suo ingresso corrisponde alla bocca di un feroce giaguaro, riconoscibile dalle enormi fauci che circondano l’entrata della tomba. Nella parte superiore della bocca dell’animale ci sono stucchi e decorazioni uniche e perfettamente conservate. Un uomo seduto in trono – probabilmente il sovrano Ukit Kan Le’k Tok’ – è circondato da nobili e difeso da sentinelle alate.

Siti maya da vistare: Tomba di Ukit Kan Le’k Tok’ (Credits javarman)

ATomba di Ukit Kan Le’k Tok’ (Credits: javarman)

ALTRI PUNTI DI INTERESSE

  • Arco. Quasi all’ingresso del sito archeologico appare un arco a falsa volta, uno dei più belli e meglio preservati dell’architettura classica. Si chiama in questo modo perché i maya ancora non conoscevano la funzione e l’esistenza dei nostri odierni archi.
  • Campo del Gioco della Pelota. Il campo è formato da un corridoio centrale e da due muri verticali e leggermente inclinati, su cui si trova un anello in pietra attraverso cui far passare la palla in caucciù di circa 4 kg di peso. La palla poteva essere colpita solo con il piede destro, con le ginocchia, con i gomiti o con delle mazze e non doveva cadere per terra. Questo era un segno di malaugurio in quanto qualsiasi forma sferica era associata a Kinieh Ahau – dio del sole – e i movimenti della palla simboleggiavano il moto del Sole, della Luna e di Venere (tre corpi celesti sacri ai maya).
  • Palazzo Ovale. Posizionato di fronte all’Acropoli, è leggermente obliquo rispetto alla simmetria della piazza. Questa sua caratteristica è dovuta dal fatto che era utilizzato forse come osservatorio astronomico.
  • Piramidi Gemelle. Sono due strutture identiche, posizionate a 90° l’una rispetto all’altra.

 

*Il costo dei biglietti di ingresso ai 5 siti maya è aggiornato al 2020 secondo quanto scritto all’interno del sito governativo dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH) del Messico. siti maya siti maya

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By | 2020-03-09T12:02:37+01:00 9 Marzo 2020|Messico|0 Comments

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Pilar Forcina
Ribelle, sognatrice, amante della natura e delle emozioni forti. Scrivo per rivivere il momento e per condividere informazioni preziose per l'organizzazione di un viaggio. Instancabile, sbadata e con la testa tra le nuvole. Cerco di vivere di istanti di felicità e sfruttarli al meglio per far sì che la vita sia un eterno capolavoro.